
GAZA NOW
Testo condiviso da numerosi docenti del liceo scientifico statale Galileo Ferraris di Torino
In questo senso di impotenza di frustrazione per quanto sta accadendo in particolare a Gaza e in Cisgiordania non vogliamo più stare in silenzio!
BASTA!
Non è possibile assistere in diretta alla distruzione di un popolo e alla sua riduzione alla fame, senza che il nostro Occidente muova un dito.
Siamo testimoni di orrori impensabili, che nessuno/a avrebbe immaginato ancora possibili in un mondo che rinasceva dopo le due guerre mondiali e che progettava la pace come sfondo per una vita dignitosa per tutte/i.
Anche l’Europa, quella di Ventotene, nasceva con questo scopo: costruire la pace. Oggi invece il programma dato per scontato parla di riarmo per alimentare altre guerre, morti e distruzioni. Sottraendo risorse ai bisogni fondamentali dei paesi europei e mondiali: la salute, il lavoro dignitoso, la scuola e la formazione, il diritto per chi proviene da altri paesi a poter vivere e a costruirsi un futuro, in un ambiente sano e difeso, in un contesto solidale.
BASTA!
Vogliamo dire forte che noi docenti non siamo d’accordo con tutto questo, che lo troviamo in totale contraddizione con quanto cerchiamo di insegnare tutti i giorni: i diritti, le possibilità per tutte/i, il senso critico che ci fa pensare e scegliere per costruire un mondo umano dove sia possibile godere tutte/i delle risorse della terra, cooperare, costruire per la giustizia…. E anche sognare per poter essere felici. Perché ci possa essere uno oltre, domani. Non è vero che non ci sono strumenti, esiste il diritto internazionale, che deve essere applicato, esiste la diplomazia che non si vuol far funzionare (anche per l’Ucraina), ma esistono anche tanti strumenti concreti di non collaborazione, per esempio: BDS, boicottare, disinvestire, sanzionare Israele. Se non agiamo almeno così, niente cambierà.
Poi ci sono i movimenti di testimonianza e di protesta che oggi si vogliono silenziare, intimidire, punire. Ci sono tutti gli obiettori in Israele, In Russia, in Ucraina i testimoni non violenti In Palestina, i giornalisti a Gaza e in Cisgiordania, in gran parte massacrati.
Bisogna non avere paura di agire con coscienza critica, di parlare virgola di fare circolare le idee. DIRE CHE ARMI E GUERRE E BOMBARDAMENTI, STRAGI (GAZA E CISGIORDANIA) E GIUSTIFICAZIONI DI PRETESE DIFESE non le vogliamo.
Vogliamo pace, pane e libertà, cultura, lavoro, un presente ed un futuro…. Vogliamo trasmettere e condividere queste cose con i giovani, con i nostri studenti e sappiamo che anche loro sono con noi.
Torino, 8 maggio 2025
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